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@tiziana63 wrote:
Non sapevo si chiamassero in questo modo ma penso di averli gia’ assaggiati. Li abbiamo ricevuti in dono in un cesto natalizio. Non erano morbidi ma probabilmente erano fatti da un po’ di tempo. Mi sono piaciuti e se mi rimane un po’ di tempo provo a farli. Quanti biscotti piu’ o meno con queste dosi? Grazie
…beh certo, se vengon fatti i primi di Novembre, per natale avranno ormai perso la loro fragranza. Vengon fuori circa una trentina, forse un paio di meno: dipende dalla grossezza del cucchiao che usi. [smilie=smilie_face_14.gif]
…..dimenticavo d’aggiungere: non deve sembrar strano che durante la preparazione, quindi dopo esser usciti dal forno, le Rame “olezzino” molto d’ammoniaca, dato che appunto viene all’uopo usata nella ricetta come sostituto del lievito: con quest’ultimo non verrebbero così morbidi come con l’ammoniaca.
Ad ogni modo, consiglio di aspettare almeno 24 ore prima di gustarli, per dar modo al cattivo odore di volatilizzarsi. [smilie=smilie_face_23.gif]
…hai ragione: la scorsa estate li ho visti fare a mano proprio in Puglia, ma non so perchè il particolare in questione lo ricordavo diverso. 🙄
….interessante! Mi vien difficile però immaginare quale possa essere il trait d’union fra i medesimi e le orecchiette, dato che l’uno è ricavato tramite uno stampino e l’altro, più piccolo, deve la sua forma ad un sapiente movimento del pollice sull’incavo di una mano.
Rimanendo in terra ligure, un’altra specialità che va sposata col pesto è il testarolo: di artigiani che producono ancora il “testo” ne è rimasto uno solo: tentai anni fa di farmene spedire un pezzo, che fra l’altro ha un rispettabile peso essendo in ghisa, ma senza successo.
Nel frattempo mi son procurato ad una fiera, di quelle itineranti, una padella da piadina romagnola: il venditore mi assicurò che andava bene anche per fare il testarolo, non ho avuto però ancora la possibilità di provarlo...ahem! Cosa sono i croxetti ❓ ❓ ❓ 😯
@marica
Se vai così spesso ad Amburgo, prova allora il Labskaus. È una pietanza da marinaio, molto saporita, dove però il pesce non fa parte degli ingredienti, dato che a quelle altitudini non ci si può cibare di soli prodotti ittici. La base dell’intingolo è carne di maiale salmistrata (ma può andare bene anche del semplice Corned Beef), cetrioli sott’aceto, cipolla, barbabietola rossa e patate. Si accompagna con un paio di uova fritte all’occhio di bue, della barbabietola rossa in insalata ed un paio di cetriolini. C’è chi preferisce gustare codesto piatto, insieme ad un grosso Rollmops (involtino d’aringa in salamoia), ma a mio parere e secondo il mio “gusto” personale, l’accostamento è piuttosto “ardito” [smilie=msnscared.gif] e sconsiglio così di provarlo.
Si accompagna con una birra bionda e leggera.Un’altra pietanza tipica della regione Anseatica è la “Sauerfleisch” (carne acida): dell’arista con tutti i suoi grassetti, cotta in umido con
dell’ acqua speziata (alloro, ginepro, pepe nero, cipolla steccata) ed acidulata. Il brodo di cottura si fa gelatinare con il pezzo di carne dentro.
Si gusta con delle patate bollite, tagliate a dischi e saltate ben croccanti in padella. La “morte” di questa pietanza semplice ma molto saporita, è invece la birra scura, con un accentuato sapore di malto. [smilie=smilie44.gif]Grazie a tutte voi per il “benvenuto”! [smilie=smilie_face_01.gif]
Se vi va di “scrivermi” Totò [smilie=smoke.gif] fate pure….anche se, se son capitato in un covo d’Arpie farei meglio a cambiare il mio Nick in “Giasone”??? [smilie=smilie46.gif]
28 Ottobre 2010 alle 7:31 in risposta a: "Hering nach Hausfrauenart" ovvero "Aringa alla casalinga" #244776Di niente! [smilie=smilie_face_05.gif]
È un peccato non riuscire a trovare al di qua delle Alpi (chissà, forse in Trentino?) il tipo d’aringa più pregiato: la Matjes!
“Matjes”, in olandese significa “signorina”, è l’aringa giovane, asessuata che viene pescata fra maggio e giugno: più piccola, dalle carni sode, delicate e molto saporite. Quella selezionata quindi più pregiata viene chiamata “Gourmet”. [smilie=smilie24.gif]….il tempo non si trova: se non ce l’hai, te lo prendi! [smilie=smilie_face_05.gif]
http://www.youtube.com/watch?v=bOH_mioL3TU&feature=player_embedded” onclick=”window.open(this.href);return false;
27 Ottobre 2010 alle 20:22 in risposta a: "Hering nach Hausfrauenart" ovvero "Aringa alla casalinga" #244779….ma si, al PAM o all’EuroSpin la trovi!
…già fatto! [smilie=smilie_face_01.gif]
A questo punto vorrei correggere il nome dell’insalta (che di un’insalata si tratta e non di una salsa alle patate)= Kartoffelsalat
Consiglierei oltretutto di sbollentare la cipolla, dopo averla preventivamente tritata o anche tagliata a julienne corta, nel brodo con cui poi si condiscono le patate. I cetriolini sott’aceto ci stanno benissimo: fra l’altro, dovesse il brodo non bastare, si può usare anche la salamoia dei cetrioli medesimi, darebbe così ancora più sapore. C’è chi mette anche del prezzemolo tritato finissimo, più per dare colore che sapore.
I maultaschen? Certamente! Come anche gli spätzle, i knöpfli ed i semmelknödeln (canederli) [smilie=smilie_face_14.gif] !!!
La ricetta? Volentieri! Quella la troverai nel Forum adatto.
Bis bald! [smilie=smilie44.gif]
Totuschka
Ho vissuto soprattutto nel sudovest del paese, precisamente nel Baden-Württemberg, fra Baden-Baden a Nord e Friburgo in Brisgovia al Sud. Ho vissuto anche alcuni mesi a Düsseldorf e più di un anno a Norimberga. La città in cui ho vissuto più a lungo è stata Offenburg, 25 km distante da Strasburgo (Alsazia-Francia): con Google Map sarà cmq facile riuscira a focalizzare la zona.
Momentaneamente sono ospite di mia sorella: siamo originari della Sicilia, ma la mia famiglia a cavallo degli anni ’90 si è trasferita in Toscana, a Livorno.
Totuschka: è la forma scherzosamente “slavizzata” di Totò (Antonio per i Napoletani). In questo caso si tratta anche di un diminuitivo, dato dal prefisso -schka! [smilie=spinsmile.gif]
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