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@cesira67 wrote:
questa me la sono fatta dare da mio cognato fornaio doc.
mi ha dato le dosi industriali che io ho diviso per 10:ingredienti:
700g di farina 00
200g di biga
1 uovo
50g di margarina
50g lievito di birra
10 g sale
300ml latte o acquaprocedimento
la biga deve essere di 2gg tenuta in frigo e coperta con un panno
sciogliere lo zucchero nell’acqua con il sale, aggiungere burro ammorbidito, la farina 00, il lievito sgranato, la biga, l’uovo, impastare a lungo fino a che l’imppasto non si stacchi dalle mani o dalle pareti dell’impastatrice, far lievitare fino al doppio.
quando si è lievitata, formare dei panini ovali, e farli lievitare un’alro pò. quindi infornare nel forno caldo a 225° per circa 15′.io li ho fatti e sono venuti molto buoni, ogni tanto sento la nostalgia dato che a roma ormai sono in pochi a farli, molto buoni con la panna i romani li conoscono molto bene, a chi piacciono ci va l’uvetta ma a me non piace e non la metto, o gocce di cioccolata.
Scusa la domanda, forse sono particolarmente tonta io oggi, ma la biga con che dosi la prepari? 😕
No perchè dici per quanto deve stare in frigo ma non menzioni le dosi per prepararla 🙁 .Anch’io ho una ricetta dei maritozzi e mi piacerebbe confrontarle: sta cosa della biga così “vecchia” mi ispira assai!
Neanche a dirlo, a casa mi divertivo un mondo a pasticciare!
i nonni mi avevano regalato un set completo di pentole di plastica arancione: io andavo nel giardino e cominciavo a raccogliere terra e sassi, foglie e fiori e con l’acqua facevo una bella…schifezza… 😆
Quando facevo la brava poi, nonna mi passava qualche pezzo di carota, sedano ecc così i miei intrugli mi parevano più “reali”. 😳 😳 😳Che dolce coperta i bei ricordi…
@Nanà wrote:
@emadivi wrote:
Per evitare di far annerire il pesto, oltre ad usare il processo di raffreddamento estremo, si puo’ usare un metodo diametralmente opposto.
Anziche’ allungare il pesto con molto olio, e’ possibile alleggerirlo di una parte di olio aggiungendo alla preparazione un mestolo di acqua bollente che si usera’ per cuocere la pasta.
Il metodo l’ha utilizzato e spiegato Laura Ravaioli, chef di Gamberorosso channel, e il pesto oltre ad essere venuto di un verde spettacoloso a lei, viene sempre ottimamente anche a me.
dovrebbe essere un pesto, fatto al momento? O si può conservare congelandolo?
Guarda, credo che si possa tranquillamente anche congelare, perchè lei lo riportava come metodo alternativo a quello del raffreddamento.
L’aveva scoperto per caso che aggiungendo acqua bollente il verde si manteneva ugualmente brillante, ma non ha mai parlato di metodo da usare solo con un pesto fatto al momento.
Suppongo quindi che sia valido anche se lo congeli: in realtà io quando lo faccio lo consumo, non lo conservo in congelatore, percio’ vado ad intuizione… 😆Che meraviglia queste notizie!
Tantissimi auguri a te e a tua figlia! 😀Ebbene si… 8)
Mi fa piacere che ci siamo spiegate. 🙂
Come ti ho accennato in precedenza, non mi sono proprio piaciuti in sapore e consistenza: dolciastri ma non dolci (ne’ ovviamente salati), e nemmeno l’aspetto ti diro’ mi ha fatto impazzire.Il fatto e’ che in realta’ non mi soffermo troppo su cosa non mi sia piaciuto per un semplice motivo: e’ proprio solo una questione di gusto personale, e nulla piu’.
Le dosi che hai dato erano perfette, le bollicine della “mini” lievitazione c’erano, il pane e’ lievitato mentre cuoceva.
Non ho nessun appunto da muovere a te che l’hai postata perche’ a livello di realizzazione la ricetta era impeccabile: solo il risultato finale non era di mio gusto (purtroppo per me, aggiungerei, visto che per me li avevo preparati 😥 ).Sicuramente avro’ miglior fortuna con altre tue ricette (vedi crocchette di patate e zuccotto imperiale: sono i prossimi nella mia golosa lista 8) ).
Buona serata
paès brasiliano,pane brasiliano.
ma se analizziamo la parola pane,immediatamente ci aspettiamo alla fine,un risultato di avere tra le mani,un pane tipo italiano.
non stò a discutere se lo hai fatto bene o meno,per carità,i gusti sono gusti,ma ti scrivo questo perchè,leggendo ciò che hai scritto,pane senza impasto o dedicare più tempo al tipo di pane da fare,ti dico,non è la stessa cosa.
questo pane non si dovrebbe secondo me chiamare pane qui in italia,ma brioches,ma dato che la ricetta arriva da lì,la si deve chiamare così per quella che è.
come tutte le ricette,la si deve studiare,capire,anche se ti dico che è supervelocissima,e l ho scritto.
se ti piacciono i panini al latte i bocconcini,ecco allora si,ma se la concepisci come pane,tipo il nostro italiano,allora ti dò ragione.
il nostro pane,sarà sempre il nostro pane,crosta croccante,mollica,eccetera.
se ci saranno altre ricette che posterò,vedrai le differenze immediatamente,ma non vedrai mai un pane tipo il nostro,come risultato finale.
ti saluto e ti ringrazio.maria[/quote]
Allora, chiariamo subito perche’ non ci siamo capite. 🙄
Io non mi aspettavo di ritrovarmi tra le mani un pane all’italiana, il mio discorso non era assolutamente riferito al fatto che questo sia da considerare piu’ pane o meno pane rispetto a quello italiano.
Amo le ricette internazionali e non parto mai dal presupposto di paragonare un risultato con altri simili che si trovano in Italia.I riferimenti ai panini al latte e al pane senza impasto erano principalmente legati a due pregi di questo pane brasiliano: la semplicita’ e la versatilita’.
Ora, questi panini non mi sono proprio piaciuti in sapore e consistenza, ma mi hanno fatto riflettere su quali altri tipi di pane avrei potuto trovare che avessero questi pregi ma di cui apprezzassi anche il risultato finale: nel caso della versatilita’ mi riferivo ai panini al latte e nel caso del poco lavoro da dedicargli il pane senza impasto.
Tutto qua.Sull’eventualita’ che possa averlo fatto bene o male io, onestamente mi pare difficile non riuscire a realizzarlo, perche’ come tu stessa dici e’ un pane semplice da realizzare (oltre al fatto che panifico con buoni risultati da ormai molti anni).
I gusti sono gusti, l’ho fatto e non mi e’ piaciuto: punto.
Non era una critica a te, anche perche’ la ricetta non e’ una tua invenzione e quindi non puo’ essere una critica a te che l’hai semplicemente segnalata.
Peraltro sono contenta che tu l’abbia fatto:
1. perche’ l’ho provata e ora so’ che non mi piace
2. perche’ sicuramente invece a qualcun altro sara’ piaciuta/piace/piacera’
3. perche’ e’ giusto postare tutto cio’ che a noi piace e che vogliamo condividere.La mia e’ una semplice opinione e, cosi’ come non discuto il fatto che a tuo personale gusto questi pani siano ottimi, credo sia altrettanto doveroso che tu rispetti il mio gusto che invece non me li fa’ apprezzare, e che non ti senta in alcun modo in necessita’ di giustificare il fatto che non mi sono piaciuti per altri svariati motivi (vedi: perche’ forse non l’ho fatto bene, perche’ mi aspettavo un pane diverso,…).
Detto questo, sicuramente provero’ a cimentarmi con altre tue preparazioni perche’ molte di esse mi ispirano, percio’ spero non prenderai la mia come una critica prevenuta o fine a se’ stessa perche’ davvero non e’ cosi’ 😉 .
Ti auguro un ottimo week end
Uuuuu come mi ispira questa cosa….
Provero’ sicurissimamente, parola di scout! 😆
Ho provato a fare questo pane, incuriosita e desiderosa di buttarmi nell’esperimento.
Devo essere sincera: non mi e’ piaciuto molto.
Preferisco i panini al latte nostrani o, se proprio voglio un pane che non mi costi tanto lavoro ma ho piu’ tempo a disposizione, il pane senza impasto.
Comunque non potevo essere certa di non amare questo tipo di pane finche’ non l’ho realizzato, quindi grazie comunque per la ricetta (se dovessi andare in Brasile almeno potrei evitare di mangiarlo, assaggiando magari altre cose al suo posto! 😀 ).
Ema
Per evitare di far annerire il pesto, oltre ad usare il processo di raffreddamento estremo, si puo’ usare un metodo diametralmente opposto.
Anziche’ allungare il pesto con molto olio, e’ possibile alleggerirlo di una parte di olio aggiungendo alla preparazione un mestolo di acqua bollente che si usera’ per cuocere la pasta.
Il metodo l’ha utilizzato e spiegato Laura Ravaioli, chef di Gamberorosso channel, e il pesto oltre ad essere venuto di un verde spettacoloso a lei, viene sempre ottimamente anche a me.
@pasticcino wrote:
ma la purea di mele fa da accompagnamento a diversi piatti salati!
Io non mi sono spaventata neanche quando ho bevuto un succo verde indonesiano che presentava dentro vermicelli solidi di succo verde, credo fosse una soluzione di zucchero e boh? in equilibrio sol-gel…i vermicelli si riformavano! 😯Non metto in dubbio la presenza della purea di mele in preparazioni salate, ma personalmente l’abbinamento con le patate fritte era stomachevole.
In realtà non mi spaventa assaggiare niente, altre cose non mi sono piaciute dopo l’assaggio, ma quella mi è rimasta impressa 😯Olanda: patate fritte con una salsa che non riuscivo a ricondurre a niente, finchè (chi caspita me lo ha fatto fare?????) non l’ho assaggiata: purea di mele, come quelle che si rifilano ai bimbi…
La mangiavano al posto del ketchup.
Patatine fritte con purea di mele: se ci ripenso ancora mi torna su il sapore… [smilie=smilie07.gif] -
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