Home › Forum › La Biblioteca › Il Natale › Cazuncelli di castagne salernitani
Questo argomento contiene 19 risposte, ha 0 partecipanti, ed è stato aggiornato da alexanna 17 anni, 3 mesi fa.
-
AutoreArticoli
-
6 Dicembre 2006 alle 15:41 #149309
Il dolce che per tradizione natalizia a Milano è il panettone, a Verona il pandoro, a Napoli gli struffoli
A Salerno e provincia il dolce natalizio sono i Cazuncielli
questa è la forma che gli danno da queste partiCazuncelli di castagne salernitani alexanna
Pasta Frolla
500g di farina
2 uova
una bella noce di sugna ( chi non l’avesse 1 bicchiere di olio di arachidi più o meno 100g)
2 cucchiai di zucchero
Impastare con il vino biancoRipieno
mezzo chilo di castagne lessate , pulite e passate al passaverdure,
cacao amaro 20g,
ciocco da copertura 200g (che ho fuso con 125g di crema di latte )
crema di latte 125 g
zucchero 100g,
cannella abbondante,
una grattata di scorza d’arancia
rum una mezza tazzina ( all’incirca tre cucchiai)poi ho fatto la pasta , con la sugna, nel ken come da ricetta
ho mescolato tutti gli ingredienti della foto ho fatto riposare il tutto in frigo una mezz’oretta
ho preso un pezzetto di pasta ed ho tirato delle sfoglie sottili , notare che si vedono i nodi scuri della spianatoia
naturalmente si può tirare anche con la nonnnapapera ma io ho preferito tirarla a mano dato che l’impasto si tira facilmente, splendido
tagliare dei dischi abbastanza grandi, io li ho tagliati con una tazza non avendo un tagliapasta abbastanza grandemettere al centro una noce di ripieno
chiudere a mezzaluna bagnando un pò i bordi con dell’acqua o del bianco d’uovo per non farli aprire durante la cottura
con un coltello incidere i bordi n questa maniera , questo è un taglio tipico di questo dolcebisognerebbe incrociare i tagli ma mi scocciavo e non l’ho fatto, con questo impasto me ne sono venuti circa 60 … mica potevo impazzire con gli incroci ….
eccone solo una parteli ho fritti in olio di arachidi molto caldo e profondo ( si dovrebbero friggere nella sugna , ma è un pò troppo per miei gusti)
appena si son dorati li ho tolti, li ho messi su della carta da cucina per far assorbire l’olo in eccesso,
quando erano ancora caldi ho versato su ognuno un cucchiaino di miele di acacia e spolverati di confettini colorati ecco i primi6 Dicembre 2006 alle 19:35 #160081Ciao Alexanna che buoni che sono,non li avevo mai visti
questo è il bello del nostro paese 😆6 Dicembre 2006 alle 20:05 #160082Belli!!! Anzi bellissimi! E buonissimi … vorrei farli… quale è più o meno il diametro dei cerchi di pasta? Hai usato una di quelle tazze a forma cilindrica tipo Mug per capirci??’
Grazie ciao baci.
7 Dicembre 2006 alle 7:05 #160083mi stavo perdendo questa meraviglia!
Senza nulla togliere ai milanesi…altro che panettone.
Grazie, Alexanna, appena uscirò da questo periodo di confusione, anche se non sarà Natale li proverò certamente.7 Dicembre 2006 alle 16:55 #160084Ciao Alexanna,
bella ricetta io mi ricordo qualcosa simile che faceva mia madre (mia madre e` romana) non so se la ricetta l`abbia presa dalla tradizione culinaria siciliana. Devo investigare !!
io qui non la potrei fare per fattori economici, penso per mezzo chilo di castagne mi costerebbe una fortuna !!
Se fossi stata a NY forse l`avrei potuta fare senza rimanere a corto di verdoni.
Poi vi mando foto co i prezzi che ci sono qui nei supermercato su la robba che io in sicilia compravo per quattro lire.
Esempio i carciofi, melenzane, funghi, ect.
Vi faro un reportage su come ogni giorno rischio di rimanere in bolletta solo andando al supermercato hehe !!
Intanto grazie, per le foto cosi riesco ad “assaporarle” ancora !!7 Dicembre 2006 alle 17:57 #160085Betta e a farine come và?
cioè le farine hanno prezzi normali o hanno prezzi da gioiellieri?perchè questa preparazione si fa anche con la farina di castagne o di ceci al posto delle castagne fresche.
certo perdono molto in sapore se segui la ricetta uguale uguale ma io credo che in una buona preparazione sia come un buon matrimonio, se qualcuno dei due è mancante l’altro compensa
ovvio che si deve aumentare la grattata di buccia d’arancia e la cannella a nascondere quel sapore che non c’èoppure dato che la farina di castagne non ha certamente il sapore delle castagne fresche farei così
prenderei del latte diciamo tot lo farei bollire con un pò di cannella e butterei dentro la farina di castagne tanta quanta se ne assorbe il latte ,facendo un impasto semi-sodo e poi procederei come sopra perchè checchè si dica anche friggendo non si cuoce all’interno e la farina non prenderebbe mai sapore invece così un minimo lo daicomunque te l’ho detto la fanno anche sostituendo le castagne lessate e passate con la farina di castagne o di ceci e aumentando gli odori sono buone lo stesso anzi quella è la preparazione tradizionale
nelle mie ricette c’è è sempre una variazione dovuta ai nostri gusti …
ma dato che io non vendo, ma le faccio per me , per la mia famiglia , per i miei amici non me ne frega nulla dell’ortodossia della tradizioneconfesso a me i dolci non piacciono cioè non piacciono i dolci dolci…
mi stufano, mi danno fastidio, mi prendono alla gola, una forchettata e lo lascio lì , difficilmente mangio una torta nunziale ai matrimoni ( con somma felicità di mio marito che ne mangia due)
così com eper i dolci di pasticceria, quando si comprano, nel conto delle persone io non mi faccio contemplarequindi quando faccio un dolce sono sempre attenta che sia equilibrato , che non mi stufi subito, che con gioia ne possa mangiare una fetta intera ..
perchè il dolce per me deve essere goloso non dolce ( nel senso di zuccherato) e bastase provi a fare questi
tra pasta frolla fritta , ripieno al cioccolato amaro , castagne, cannella, un tono di buccia di arancia, miele .. sono dolci ma non sono dolcissimi
vedrai che sono una cosa da sballo , uno tira l’altro12 Dicembre 2006 alle 17:38 #160086Betta, la mia amica Francesca a NY comprava nei negozi cinesi le castagne già lessate. Me ne aveva portato diversi tipi da provare e devo dire che erano buone. Certo non come quelle del bosco dietro casa, ma insomma, non mi potevo certo lamentare, per di più già sbucciate! comodissime. Forse possono fare al caso tuo?
Alexanna, grazie per la ricetta e le foto!!!
12 Dicembre 2006 alle 22:53 #160087Senti Anna Maria,
secondo me quegli antenati vostri salernitani, che hanno inventati questi cazuncelli, erano gemelli di quelli nostrani che hanno inventato le raviole!!!!
Le avevo postate di là, ma le recupero per farle vedere…solo che da noi esiste il tipo fritto, come il tuo, ma anche quello al forno, che oggi va per la maggiore, e si trova in tutti forni, e adesso le famiglie le preparano per le prossime feste!
Che strane affinità…stesssa forma, stessi ingredienti, a ricordo dell’abbondanza di castagne che c’era nelle nostre colline, che davano il cibo quotidiano dei poveri.
Grazie!
Ivana
13 Dicembre 2006 alle 5:19 #160088@nonna Ivana wrote:
Senti Anna Maria,
secondo me quegli antenati vostri salernitani, che hanno inventati questi cazuncelli, erano gemelli di quelli nostrani che hanno inventato le raviole!!!!
Le avevo postate di là, ma le recupero per farle vedere…solo che da noi esiste il tipo fritto, come il tuo, ma anche quello al forno, che oggi va per la maggiore, e si trova in tutti forni, e adesso le famiglie le preparano per le prossime feste!
Che strane affinità…stesssa forma, stessi ingredienti, a ricordo dell’abbondanza di castagne che c’era nelle nostre colline, che davano il cibo quotidiano dei poveri.
Grazie!
Ivana
Infatti… Ivana mi ricordano tanto quelli che a casa nostra ho sempre sentito chiamare Tortelli dolci…. si spolverano con zucchero a velo e, se sopravvivono agli attacchi dei golosi 😀 , sono buoni anche nei giorni successivi…
13 Dicembre 2006 alle 8:24 #160089Se torniamo indietro negli anni , scopriremo che la cucina napoletana , così come quella francese deriva in origine da Caterina dei Medici,
è stata influenzata dai “monsù”, che non erano altro che cuochi francesi chiamati alla corte dei re borbonici.
Sempre se torniamo indietro , scopriremo che il Piemonte è stato sotto l’influenza dei Francesi .
Quindi per un certo periodo abbiamo avuto “untori” 😉 della stessa cucina, se si fa 2+2 molte ricette si capisce subito che molte preparazioni hanno la stessa origine , poi adattata nel tempo dagli abitanti locali ai propri gusti ed alle proprie possibilità.
Nulla di più facile però che qualche ricetta sia rimasta uguale all’originale ma sia cambiata solo nel nome a secondo della località di esecuzione.13 Dicembre 2006 alle 9:21 #160090Per non parlare di influssi teutonici nella mia zona…la statale Monaco-Brennero-Verona-Bologna è stata per secoli la strada maestra che passava per il mio paese (e passa ancora, se non si fa la A21),
Di qui son passati i poeti tedeschi innamorati dell’Italia, vedi Goethe in testa, di cui abbiamo testimonianze nelle vicinanze e descrizioni nel suo “Viaggio in Italia”.
Come viceversa la nostra brazadèla (da Brachium latino, quel pane che i miltari si infilavano al braccio!) e che per secoli era il dono per i cresimandi, è diventato al Nord il Brezel, le braccia incrociate sulle spalle dei monaci.
Insomma siamo tutti…parenti (non serpenti, eh…mi raccomando!!!)
Ciao…belle ‘ste storie!!!!
Ivana
13 Dicembre 2006 alle 21:31 #160091Ma sapete che lo sviluppo di questo thread, a prescindere dalla pur ottima ricetta, è veramente ricco di spunti interessanti?
Grazie a tutti.
Ora che mi ci fate pensare anche dalle mie parti si fanno dei dolci simili, i “calzoni di S.Leonardo” e non mi chiedete il perchè dl nome perchè lo ignoro.
Chissà forse perchè si cominciava a farli per il giorno di quel santo ai primi di Novembre ed, in realtà erano i primi dolci del periodo vnatalizio.13 Dicembre 2006 alle 23:18 #160092@alexanna wrote:
Betta e a farine come và?
cioè le farine hanno prezzi normali o hanno prezzi da gioiellieri?perchè questa preparazione si fa anche con la farina di castagne o di ceci al posto delle castagne fresche.
certo perdono molto in sapore se segui la ricetta uguale uguale ma io credo che in una buona preparazione sia come un buon matrimonio, se qualcuno dei due è mancante l’altro compensaSi dovrei cercare la farina forse e` meno cara. Devo provare ad andare nei negozi alimentari dei messicani, li di solito riesco a trovare ingredienti che sono come quelli ns. Ma di marca “Made in Mexico” !!!
Quando la trovo la farina, voglio farli e mettere la foto come testimonianza.
Intanto grazie mille per aver messo questa bella ricetta che mi fa tornare i mente i sapori della mia bella Italia !!14 Dicembre 2006 alle 7:41 #160093@betta wrote:
@alexanna wrote:
Betta e a farine come và?
cioè le farine hanno prezzi normali o hanno prezzi da gioiellieri?perchè questa preparazione si fa anche con la farina di castagne o di ceci al posto delle castagne fresche.
certo perdono molto in sapore se segui la ricetta uguale uguale ma io credo che in una buona preparazione sia come un buon matrimonio, se qualcuno dei due è mancante l’altro compensaSi dovrei cercare la farina forse e` meno cara. Devo provare ad andare nei negozi alimentari dei messicani, li di solito riesco a trovare ingredienti che sono come quelli ns. Ma di marca “Made in Mexico” !!!
Quando la trovo la farina, voglio farli e mettere la foto come testimonianza.
Intanto grazie mille per aver messo questa bella ricetta che mi fa tornare i mente i sapori della mia bella Italia !!betta allora nel caso che tu non trovassi le farine
i ceci dale tue parti si trovano? quelli normali , crudi intendo
allora fai cuocere dei ceci in abbondante acqua con un cucchiaino di cannella grattugiata o una piccola stecca di cannella, una volta cotti passali al passaverdure, e usali al posto delle castagnenell’impasto
aumenta un la cannella mettine ancora più abbondante, dai una grattatina in piu di scorza d’arancia , magari la gratti intera la scorza, un 10 g di più di cacao e vedi che il gioco è fatto
il fatto è che la farina di ceci io i ceci lessi non hanno sapore quindi il loro gusto và coperto
ma usando queste correzioni sfido chiunque ad accorgersi della differenza 😉14 Dicembre 2006 alle 8:47 #160094@gaviota argentea wrote:
Ma sapete che lo sviluppo di questo thread, a prescindere dalla pur ottima ricetta, è veramente ricco di spunti interessanti?
Grazie a tutti.
Ora che mi ci fate pensare anche dalle mie parti si fanno dei dolci simili, i “calzoni di S.Leonardo” e non mi chiedete il perchè dl nome perchè lo ignoro.
Chissà forse perchè si cominciava a farli per il giorno di quel santo ai primi di Novembre ed, in realtà erano i primi dolci del periodo vnatalizio.sai gaviota alcune volte mi fermo a pensare ed immagino
ma se fossi un viaggiatore del settecento e dovessi andare da Napoli a Roma per pellegrinaggio
e se non avessi mezzi ma dovessi andare a piedi
e se mi fermassi ogni 20 kl per sfamarmi e riposarmi ,
magari sostando un pò di tempo in quel luogo ed imparassi il dialetto locale, per farmi capire e nel paese successivo facessi altrettanto ,
credi che me ne accorgerei di passare dalla lingua napoletana alla lingua romana?
io credo di no , perchè il passaggio sarebbe graduale, ogni posto di sosta sarebbe un perfetto matrimonio di modi di dire e di termini e di sintassi e di grammatica tra il paese successivo e quello precedente e così via
alcuni termini si perderebbero per strada sostituiti da nuovi , altri si conserverebbero , altri si modificherebbero solo di poco.e così penso sia per la cucina quella tradizionale
ieri sera guardavo uno splendido tread sulla “Cuccìa di S lucia” messo sul forum di gennarino da Albenghi …
http://www.gennarino.org/forum/viewtopic.php?t=1935
beh aggiungi due uova , metti un fondo di pasta frolla due strisce sopra , togli il cacao, aggiungi l’acqua di fior d’arancio ed avrai la pastiera che si fa a Napoli a Pasqua
vedi un pò quanto avrà camminato quella ricetta dalla Sicilia a Napoli o viceversa ed ad ogni passaggio , di casa in casa , sarà stato aggiunto o tolto qualcosa …..
alla fine ti ritrovi due ricette completamente diverse ma sicuramente una madre e l’altra figlia. -
AutoreArticoli
Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.